mercoledì 21 dicembre 2016

Dedicato a tutti quelli che camminano

Il 2016 sta terminando: è stato un anno fantastico, tantissime escursioni in giornata e di più giorni con tanti amici.
Abbiamo cominciato in un limpido weekend di gennaio tra il Monte di Portofino e le Cinque Terre, poi abbiamo camminato nel Parco del Curone per giungere a Montevecchia e da qui all'Oasi della Galbusera Bianca. 
A febbraio siamo andati a ciaspolare in Valgrisanche e a camminare sul Monte di Brianza; a marzo abbiamo camminato e ciaspolato sulle nevi di St. Moritz e percorso la Via Francigena da San Gimignano a Siena. 
Tra aprile e maggio abbiamo vissuto insieme la splendida avventura della Costiera Amalfitana, camminando verso la Baia di Jeranto e Punta Campanella, percorrendo il Sentiero degli Dèi e la Valle delle Ferriere e salendo sul cono del Vesuvio.
A giugno e luglio abbiamo camminato in Valchiavenna e Valle Spluga negli scenografici paesaggi alpini.
Ad agosto la magica avventura del giro delle Orobie, che si è conclusa con la ferrata della Presolana.
A settembre di nuovo la Via Francigena, dalla Val d'Orcia al Lago di Bolsena, tra Toscana e Lazio.
A ottobre e novembre nuovamente la Via Francigena da Gambassi a Siena e il sentiero del Viandante.
Infine a dicembre la splendida avventura in Val Badia e alle Cime di Lavaredo.
A Mondovela e sloWays che hanno favorito e spinto molti fantastici trekking va il mio più sincero grazie.
A tutti voi che avete camminato con me durante questo splendido 2016 va il mio pensiero speciale e questo video che raccoglie le migliori foto di questo anno incredibile.



lunedì 28 novembre 2016

L'anello del monte Canto - 30 novembre

L’anello del Monte Canto

Mercoledì 30 novembre 2016


Una facile escursione al Monte Canto, nella Bergamasca, alla scoperta delle splendide abbazie romaniche e dei complessi monastici fondati da Alberto di Prezzate nell’XI secolo: l’abbazia di Sant’Egidio in Fontanella e quella di Pontida.
L’itinerario incomincia da Fontanella, sede della comunità d’accoglienza “Casa di Emmaus” fondata nel 1964 da David Maria Turoldo; visitata la suggestiva abbazia si comincia il cammino verso il Monte Canto e da qui si scende lungo un sentiero a tornanti verso Pontida, fino all’abbazia cluniacense, nella quale la leggenda narra che avvenne il famoso giuramento per la costituzione della Lega contro l’imperatore Federico Barbarossa.
Lasciata Pontida si risalgono le pendici del monte fino a tornare a Fontanella, termine della gita.
Pranzo al sacco.



Caratteristiche tecniche
Distanza: ca. 9 km
Dislivello: + 400; - 400
Difficoltà: facile

Programma
Ore 9.00 – Partenza da Milano
Ore 10.00 – Inizio dell’escursione
Ore 15 ca. – Fine delle escursione e ritorno a Milano

Quota di partecipazione
€ 20 per persona

La quota include l’accompagnamento di una Guida Ambientale Escursionistica

La quota non include:
-          - spese di benzina per raggiungere la destinazione
-          - picnic
-          - tutto quanto non indicato in “La quota include”

Per informazioni e prenotazioni:

Stefano Mazzotti
3489793659


venerdì 22 luglio 2016

Dal 14 al 19 settembre trekking sulla Via Francigena da Castiglione d'Orcia a Montefiascone

La Via Francigena
Da Castiglione d’Orcia a Montefiascone
14-19 settembre 2016


“Non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata…”
Bruce Chatwin


Quattro giorni di camminata ai confini tra Toscana e Lazio, dalle pendici dell’antichissimo vulcano Monte Amiata alla possente rocca di Radicofani, fino ai paesi dell’Alta Tuscia e allo scenografico Lago di Bolsena. Un percorso tra bellezze naturali e capolavori costruiti dall’uomo, in una regione ricchissima di storia e di suggestioni enogastronomiche.


Programma

Mercoledì 14/9

Viaggio da Milano a Castiglione d’Orcia.
Possibilità di visitare la scenografica Rocca di Tentennano (IX sec.) posta su grande scoglio di roccia calcarea ai margini della Val d'Orcia; da qui era possibile controllare il percorso della sottostante Via Francigena e l'accesso alle Gole dell'Orcia attraverso le quali passavano le vie di comunicazione verso la Maremma.
Cena libera e pernottamento in agriturismo.


Giovedì 15/9
Castiglione – Radicofani 

Una tappa estremamente suggestiva nella parte meridionale della Val d’Orcia; partendo dall’agriturismo ci dirigiamo verso sud tra colline coperte di ulivi e vigneti, in un paesaggio collinare molto dolce e rilassante. Percorriamo alcuni tratti dismessi della statale Cassia fino a giungere alla base della salita per Radicofani. Qui ci aspetta un ultimo tratto in salita fino a giungere al paesino arroccato, dominato dalla possente torre risalente all’anno 1000, fortezza del bandito Ghino di Tacco.
Cena libera e pernottamento in ostello.

Km: 15
Dislivello: + 600; - 200


Venerdì 16/9
Radicofani – Proceno

Una tappa lunga che inizia con una lunga discesa da Radicofani verso la valle del Torrente Senna. Durante la giornata lasceremo le terre toscane per inoltrarci nel Lazio, dove attraverseremo dolci paesaggi collinari; arrivo nel piccolo e delizioso borgo di Proceno.
Cena libera e pernottamento in ostello.

Km: 26

Dislivello: + 200; - 600


Sabato 17/9
Proceno - Bolsena

Attraverso tratturi tra campi coltivati, si raggiunge il paese di San Lorenzo Nuovo; qui, inizia la seconda parte dell’itinerario, con un bel balcone panoramico sul lago di Bolsena, seguendo un sentiero che tra fitti boschi di ginestre conduce fino a Bolsena, l’antica Volsinii etrusca, dove nel 1263 avvenne il miracolo del Corpus Domini.
Cena libera e pernottamento in ostello/convento.

Km: 28
Dislivello: + 300; - 300


Domenica 18/9
Bolsena - Montefiascone

Tappa abbastanza semplice che costeggia il lago di Bolsena tra scenari agresti incontaminati; salita all’antico borgo di Montefiascone, antica residenza papale in epoca tardo-medievale.
Cena libera e pernottamento in ostello/convento.

Km: 18
Dislivello: + 600; - 300



Lunedì 19/9
In mattinata una navetta condurrà il gruppo a recuperare le automobili a Castiglione.
Rientro.




Quota e modalità di pagamento

€ 400,00 per persona

La quota include:
-          - organizzazione logistica
-          - accompagnamento di una Guida Ambientale Escursionistica
-          - 1 pernottamento presso agriturismo o B&B in camera doppia o tripla
-          - 4 pernottamenti presso strutture di accoglienza pellegrina (ostelli o conventi)
-          - credenziale della Via Francigena
-          - servizio di trasporto bagagli da una tappa all’altra
-          - navetta da Montefiascone a Castiglione
-          - assicurazione medico-bagaglio

La quota non include:
-          - spese di viaggio
-          - picnic e cene
-          - ingressi a castelli e musei
-          - assicurazione annullamento viaggio (€ 20,00)
-          - tutto quanto non indicato in “La quota include”

E' possibile pernottare in strutture alberghiere, previo adeguamento dei costi (da concordare).

Il viaggio verrà operato sotto la direzione tecnica di sloWays srl
Via Umberto I 98, 13884 Sala Biellese (BI)

A conferma della partecipazione è richiesto il versamento dell’intero importo (€ 400)

Intestazione: sloWays s.r.l.
IBAN: IT96 V056 9601 7990 0001 8885 X59
Causale “Via Francigena – settembre 2016”



Per informazioni:

Stefano Mazzotti

Guida Ambientale Escursionistica
Tel. 348 9793659





venerdì 8 luglio 2016

Domenica 17 luglio - Una giornata in Valle Spluga, nel cuore del Giardino Alpino


 “Per dolce declivio a ponente dello stabilimento si sale all’ameno altipiano dell’alpe Andossi verdeggiante di prati e pascoli. È un cumulo caotico e morenico ammassato nell’epoca glaciale, della quale il geologo trova qui, come in tutta la Valtellina, le tracce, oltrechè nelle morene, anche nelle rupi tondeggianti levigate e striate.” 

Guida della Valtellina, CAI Sondrio, 1884

                                       

Un’escursione facile, alla portata di tutti, nell’amena Valle Spluga, antica via di passaggio tra l’Italia e la Svizzera, permette di godere delle gioie della camminata.


Programma

Ritrovo nel centro di Madesimo alle ore 9.30. 
Il nostro cammino inizia da qui: un sentiero nei boschi ci porta fino all’alpe Motta dove cominciamo a camminare su prati molto aperti con uno splendido panorama a 360° sulla valle Spluga.
Dopo aver raggiunto un lago incastonato tra terra e cielo a quasi 2000 metri un ampio sentiero conduce all’alpe Groppera.
Scendiamo verso il fondo della valle per risalire verso i giardini della val Cava sugli Andossi, dorsale erbosa che divide la valle di Madesimo dalle valle Spluga.


Pranzo al sacco e poi morbida discesa verso Madesimo dove potremo rilassarci gustando un dolce o un aperitivo in una pasticceria locale.


Distanza: ca. 13 km
Dislivello: + 600 m.; - 600 m.
Tempo di percorrenza: ca. 6 h.
Difficoltà: medio-facile





Costi e condizioni

Quota individuale: € 25,00

La quota include:
- Guida ambientale escursionistica

La quota non include:
- Pasti, bevande, extra
- Spese di viaggio per Madesimo 
- Tutto quanto non indicato in “La quota include”



Per informazioni e iscrizioni contattare:

Stefano Mazzotti

Guida Ambientale Escursionistica/Trekking guide
Tel. +39 348 9793659
e-mail: stefanomazzotti@hotmail.com




lunedì 13 giugno 2016

Domenica 26 giugno - Trekking in Valchiavenna, tra boschi odorosi, antiche cascate e leggende di giganti

Domenica 26 giugno condurrò un’escursione facile, alla portata di tutti, alla scoperta della Valchiavenna e dei suoi panorami, tra castagneti e torrenti impetuosi che scavano tortuosi percorsi nella roccia.




Programma  

Ritrovo alla stazione di Chiavenna alle ore 09.30. Il nostro cammino inizia da qui: una comoda mulattiera ci porta alla terrazza panoramica del Belvedere. Dopo aver abbracciato con lo sguardo i dintorni riprendiamo il sentiero che si inoltra nel castagneto fino a raggiungere la Riserva Naturale delle Marmitte dei giganti, dove visitiamo le misteriose formazioni rocciose.




Il percorso è ora verde, muschioso, misterioso e si sviluppa nel bosco; la forza fascinosa degli alberi ci incanta e ci rende silenziosi. Attraversiamo antiche cave di pietra ollare, massi erratici, vecchie frane umide fino ad arrivare sopra la piana di Scilano. Ci fermiamo per il pranzo al sacco. Ultimi respiri nel bosco, poi cominciamo a scendere. Sotto i nostri occhi si stendono i prati e le vigne dove sorgeva la ricca e elegante città di Piuro prima che una rovinosa frana la cancellasse totalmente nel 1618. 


Ammiriamo le splendide cascate dell'Acquafraggia, già descritte da Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico. 
Ritorniamo a Chiavenna e ci gustiamo un fresco aperitivo nella splendida piazza pedonale del paese prima di rientrare a casa.



Distanza: km. 9
Tempo di percorrenza: ca. 5 h.  
Dislivello: + 450 m; - 450 m


Quota individuale: € 25,00

La quota include:
- Guida ambientale escursionistica

La quota non include:
- Assicurazione 
- Pasti, bevande, extra
- Spese di viaggio per Chiavenna 
- Tutto quanto non indicato in “La quota include"


Per informazioni e iscrizioni potete scrivermi o telefonarmi.

Stefano Mazzotti

Guida Ambientale Escursionistica/Trekking guide
Tel. +39 348 9793659
e-mail: stefanomazzotti@hotmail.com





giovedì 10 marzo 2016

Ciaspolata all’alpe Lendine

Ieri ho effettuato una ciaspolata di sopralluogo all’alpe Lendine con l’amico Andrea Fornaroli, Accompagnatore di Media Montagna (1 AMM e 1 futura GAE insieme…bestemmia!) e organizzatore di trekking con Trekitalia.
Il sopralluogo per me ha una triplice funzione: andare a scoprire un luogo e un itinerario che non conosco, tenermi in allenamento e – ma non ditelo troppo in giro – fuggire da Milano, dal casino, dal rumore, dai clacson, dall’inquinamento, dai SUV, dalla gente malmostosa, irritabile, che non sorride mai.
Siamo partiti presto, prima delle 7 eravamo già per strada e dopo un’ora arriviamo nella splendida cittadina di Chiavenna, il cui nome richiama il concetto di chiave; infatti Chiavenna fin dall’antichità si trova in un punto chiave per il passaggio dall’Italia alla Rezia (l’odierna Svizzera). Qui si diramano le due valli, Spluga e Bregaglia che conducono rispettivamente a Thusis, sul Reno, e a St. Moritz, sull’Inn, affluente del Danubio.

Dopo la sosta d’obbligo alla storica pasticceria Mastai per un cappuccino e una brioche, imbocchiamo la Valle dello Spluga fino alla frazione di Olmo.


Qui lasciamo l’auto, calziamo le ciaspole e iniziamo la salita, all’inizio abbastanza ripida e fuori traccia, fino alla frazione di Zecca, dove inizia il bosco di larici, rododendri e qualche abete isolato. Qui la traccia si fa visibile, segno che qualcuno è passato dopo la grande nevicata di sabato, e ci permette di avanzare con facilità per un paio d’ore fino al primo ponte.
La visione di grandi massi, coperti di neve modellata dal vento, nel letto del torrente è stupefacente; il silenzio assoluto e la luce radente del sole infondono pace e tranquillità.








Qui la salita si fa più ripida perché dobbiamo superare la bastionata di roccia su cui giace Lendine e arranchiamo accaldati tra gli alberi che si fanno sempre più radi; improvvisamente il bosco finisce e si apre lameravigliosa vista delle case ricoperte da un manto nevoso che rende tutto morbido, pannoso, etereo e fatato. Risaliamo un panettone di panna montata e poi scendiamo nella valletta tra piccoli abeti quasi completamente sommersi dalla neve. Mi arrischio a valicare un piccolo torrente su un ponte di neve; il tutto avviene senza problemi, sotto i miei piedi c’è almeno un metro e mezzo di neve.





Troviamo quattro assi su cui sederci per consumare il nostro meritato pranzo e poi via di nuovo in discesa, seguendo il percorso dell’andata, giù quasi a rotoloni, scegliendo la via più veloce, la maggior pendenza, saltando nella neve soffice e freschissima.




Dopo altre due ore di discesa nel bosco ritroviamo il paese di Olmo e scendiamo a Chiavenna.
Qui incontriamo l’amica Lucia, compagna del corso di Guida Ambientale Escursionistica, e proprietaria de Il Faggio, elegante boutique sul viale pedonale di Chiavenna. Ci concediamo un aperitivo in piazza prima di riprendere la strada per Milano.


Come direbbe Vasco…


lunedì 25 gennaio 2016

Dio, Darwin, l'omosessualità e il "perdersi"

Oggi vorrei dare uno spunto “letterario” a chi avrà la voglia e la pazienza di seguirmi.
In questi giorni si fa un gran parlare di unioni civili, di diritti degli omosessuali, di famiglia, di sentinelle in piedi, di deviazioni sessuali.

Cito un libro che sto leggendo e che, per quanto lo stia leggendo a spizzichi e bocconi nel poco tempo libero, mi sta regalando molti spunti di riflessione:  “La vocazione di perdersi” di Franco Michieli, eminente esploratore e camminatore.
“Se per la nostra crescita è così utile perdere la strada, o andare per una via ignota – anche se non tutti lo apprezzano – dipende da un dato di fatto universale, cioè che l’evoluzione della vita si fonda sulle deviazioni: la natura stessa usa l’errore per generare la meravigliosa varietà dei viventi e la biodiversità. Sul nostro pianeta non ci sarebbero che batteri primordiali se un certo numero dei processi di duplicazione del DNA delle cellule non “perdesse” la strada con errori di replica e smarrimento di una parte di eredità, mettendo in atto una mutazione. Per quanto ne sappiamo le mutazioni avvengono a caso, e infatti, in percentuale, quasi nessuna dà vita a organismi adatti a sopravvivere. Eppure alcune, tra miliardi di mutazioni che si succedono nei milioni di anni, si rivelano vincenti e producono corredi genetici nuovi, adatti a particolari condizioni ambientali: sono quelli di tutti gli esseri viventi, che non finiscono di stupire per adattamento agli habitat più diversi, per complessità dei comportamenti, per raffinatezza della sensibilità, fino alle capacità di coscienza e di reciproca solidarietà. Secondo questo meccanismo – l’evoluzione delle specie per selezione naturale – è l’ambiente  che, tra innumerevoli possibili organismi, seleziona quelli adatti e non lascia spazio ad altri.”

Probabilmente Michieli mentre scriveva queste parole non si riferiva al tema dell’omosessualità ma stamattina leggendo queste parole ho trovato che calzassero alla perfezione al tema sopracitato.
Una doverosa premessa è che per condividere queste parole e applicarle al tema dell’omosessualità bisogna essere evoluzionisti e non creazionisti e quindi credere nella teoria contenuta ne L’origine delle specie altrimenti tutto il castello teorico crolla. Michieli, ottimisticamente, considera un dato di fatto “universale” il concetto di evoluzione fondata sulle deviazioni. E qui bisognerebbe contarsi e capire chi crede in Darwin e chi crede in Dio (la maiuscola è per la par condicio).

Assumendo, come affermano tanti, che l’omosessualità sia una deviazione (non è il mio pensiero: per me l’omosessualità è una scelta dettata dal libero arbitrio sulla base di una pulsione fisica e mentale) si evince che non tutte le strade portano a Roma (intesa come Vaticano) o meglio che non tutte le deviazioni portano a perdersi, dove il perdersi è inteso in senso etico e filosofico. Con un salto logico si arriva al punto: la deviazione - o devianza – sessuale (se così vogliamo considerarla) porterebbe l’uomo ad arricchire la “complessità dei comportamenti, la raffinatezza della sensibilità, fino alle capacità di coscienza e di reciproca solidarietà”.

Il dibattito è lungo e ancora aperto.



venerdì 22 gennaio 2016

Da Levanto a Vernazza

Il secondo giorno ci svegliamo di buon mattino e il bravo Giovanni ci prepara un’ottima colazione a base di brioches, marmellata fatta in casa e…focaccia di Recco!!! Appena sfornata, strepitosa.
La brutta sorpresa arriva quando ci accorgiamo di aver preso la multa per divieto di sosta a San Rocco; la Polizia Locale – implacabile – alle 8.30 di domenica mattina era già lì a fare cassa. Quante gliene ho tirate. Ma fa niente, mi faccio passare il cattivo umore e prendiamo la strada per Levanto dove ci attendono 4 nuove partecipanti: Renata, Daniela, Elisabetta e Selene.


 Il punto d’incontro a Levanto sono i bagni del Casinò, storico edificio della bourgeoisie che a inizio ‘900 affollava questo rinomato borgo turistico. Partiamo costeggiando Villa Agnelli, a picco sul mare blu, e subito ci accorgiamo che il percorso è parecchio affollato, complice la bella giornata e il fatto che sia domenica: praticamente siamo imbottigliati nel traffico di escursionisti, tra cui un folto gruppo del CAI di Novara.  


Il sentiero sale a ripidi gradoni costeggiando il castello, risalente al XII secolo e appartenuto prima ai Malaspina e poi ai Genovesi, e inoltrandosi in fitti lecceti; dopo circa mezzora di salita gli alberi si diradano e si apre una vista unica sul mare: lo sguardo spazia da Capo Mele fino al Tirreno. Con grande gioia scorgo Gorgona, Capraia e dietro, nitida seppur lontana, la Corsica con il caratteristico capo Corso e l’isolotto della Giraglia, un tòpos evocativo per tutti i velisti. Lo sguardo corre ancora più a sud fino a scorgere la sagoma – indistinta eppur presente - dell’Elba, a oltre 100 miglia di distanza.



Il sentiero prosegue tra saliscendi e visioni spettacolari del mare blu sotto la Costa del Semaforo e all’ora di pranzo siamo a Punta Mesco. Ci facciamo strada tra le frotte di gitanti e ci ritagliamo un angolo di paradiso a picco sul mare. Qui mangiamo e ammiriamo lo spettacolo che ci circonda: finalmente appare anche la costa delle Cinque Terre che si dirama tra insenature e punte fino all’aculeo di Portovenere e delle isole di Palmaria, Tino e Tinetto.


Dopo esserci pasciuti del lauto picnic scendiamo la lunga e provante scalinata che conduce a Monterosso, la prima delle Cinque Terre; qui il gruppo si divide: alcuni, un po’ stanchi, si fermano e si godono il sole del pomeriggio, gli altri proseguono lungo la passeggiata lungomare e attaccano il sentiero che tra terrazzamenti a vite e ulivi risale verso Vernazza.



Il pomeriggio avanza inesorabile e la luce si fa sempre più calda e avvolgente; superato un ponte medievale di pietra arriviamo all’apice della salita e, affacciati a una bastionata, scorgiamo la turrita Vernazza con la sua piccola insenatura. 


È il momento topico: ci riempiamo gli occhi del sole che lentamente cala sul mare e lo incendia in un parossismo di luce. E poi di colpo tutto è finito: scende la sera e il cielo si scurisce. Le gambe stanche desiderano arrivare a destinazione, il corpo vuole scaldarsi e ripararsi dal vento di gennaio e l’animo chiede di bere un buon bicchiere di vino.



Arriviamo nella piazzetta di Vernazza, popolata da pochi sparuti turisti, e dopo esserci rinfrancati con vino e focaccia, riprendiamo il treno verso casa. 

lunedì 18 gennaio 2016

Il monte di Portofino

Ho organizzato due giorni di trekking con Mondovela e il gruppo di Sogni in Cammino. Il primo giorno siamo in 7 e arriviamo a San Rocco di Camogli di prima mattina, galvanizzati dalla belle giornata e dal cielo terso senza nuvole.



Dopo aver riempito le borracce e diviso i panini partiamo in salita tra boschi di castagni verso Sella Gaixella per congiungerci al sentiero principale che attraversa il monte; da qui lungo un sentiero a tornanti ascendiamo fino al Semaforo Nuovo (m. 610), il punto più alto del Monte di Portofino. Poi una breve discesa ci porta a Semaforo Nuovo, uno dei punti più panoramici dell’intero Parco Naturale: la vista spazia da Capo Mele sulla riviera di Ponente fino alle isole di Capraia e Gorgona, davanti a Livorno.


Riprendiamo il cammino fino a Pietre Strette dove convergono molti sentieri del Parco Naturale. Qui ci fermiamo per il pic nic e sperimento il prosecco nel calice d’arancia, una chiccheria inventata da Marco, il sosia di Anthony Hopkins, che ha deciso di camminare con me.




Il sentiero prosegue in discesa fino a Base 0, così chiamata perché fu sede di postazioni militari nella Seconda Guerra Mondiale; da qui alcuni gradini in pietra portano a un belvedere a picco sul mare dove si apre una vista incredibile che abbraccia tutto il golfo di Genova.


Risaliamo nel bosco di lecci, corbezzoli e mirto fino alle prime case sopra il golfo di Portofino; in basso il piccolo anfratto naturale, il cui nome in età romana era Portus Delphinii,a causa dei molti delfini presenti nel golfo del Tigullio.
Arriviamo al calar del sole nella celebre Piazzetta: un vento freddo di tramontana scende dalle colline e decidiamo di non fermarci ma di prendere l’autobus per Santa Margherita e Ruta.




Torniamo verso Camogli e prendiamo possesso del nostro alloggio al BBQ Lodge di Giovanni, una splendida villa settecentesca appena dentro il parco di Portofino, adattata a charmant B&B. Il luogo è silenzioso, l’arredamento è curato, Giovanni si fa in quattro per noi e la sera ceniamo a “Tucc e Leva”, buon ristorante di cucina genovese a San Rocco.


lunedì 4 gennaio 2016

Il Monte di Portofino e le Cinque Terre (16-17 gennaio 2016)



Due giorni di trekking alla scoperta del Parco di Portofino e delle Cinque Terre, un cammino tra cielo e mare, sopra terrazze coltivate e uliveti, tra borghi marinari vissuti fuori stagione e assaporati nella loro autenticità.


Programma

Sabato 16

San Rocco – Portofino – Paraggi – Santa Margherita

Arrivo da Milano (o altro luogo di provenienza) a San Rocco di Camogli. Partenza verso il Monte di Portofino, la vetta più alta dell’intero promontorio; da qui nelle belle giornate invernali si gode di uno splendido panorama sul mare e sulla riviera di Levante.
Discesa verso Pietre Strette. Pranzo al sacco.
Si prosegue verso Portofino dove si arriva alla celebre Piazzetta. Qui c’è l’opzione di prendere l’autobus che porta a Santa Margherita. L’escursione prosegue lungo la costa verso l’incantevole spiaggia di Paraggi e da qui fino a Santa Margherita dove si prende il treno per Camogli. Dalla stazione di Camogli si risale fino a San Rocco e al B&B.
Cena libera.



Km: ca. 14
Tempo di percorrenza: ca. 5 h. 30’
Difficoltà: media



Domenica 17

Levanto – Monterosso - Vernazza

Arrivo a Levanto e inizio dell’escursione. Si sale costeggiando i giardini di Villa Agnelli e si percorre il sentiero Verdeazzurro verso la Costa del Semaforo, a strapiombo sul mare. Si entra nel Parco nazionale delle Cinque Terre fino a raggiungere i ruderi dell’eremo di Sant’Antonio del Mesco. Pranzo al sacco.
Discesa a Monterosso e visita del grazioso borgo, il primo delle Cinque Terre.
Si percorre la passeggiata a mare fino a riprendere il sentiero che conduce a Vernazza. Da Vernazza si prende il treno che ci riporta a Levanto dove riprendiamo le auto..


Km: ca. 10
Tempo di percorrenza: ca. 4 h.
Difficoltà: media



Attrezzatura

Si specifica di portare i seguenti oggetti:
-          zaino leggero (max 20 l.)  
-          1 borraccia o camel bag per l'acqua
-          felpa/pile + giacca antivento
-          kway/mantella antipioggia
-          coprizaino antipioggia
-          bastoncini telescopici
-          calzini tecnici di spugna o calze di lana
-          occhiali da sole
-          cappello e guanti di lana
-          scarpe da trekking*

*le scarpe da trekking possibilmente devono essere già state utilizzate; si può scegliere di utilizzare una scarpa alta che fascia la caviglia e limita le storte oppure una scarpa bassa più leggera ma altrettanto performante su ogni tipo di terreno.

Per informazioni potete contattarmi via mail: stefanomazzotti@hotmail.com oppure telefonicamente al 348-9793659